Direttiva Macchine 2023/1230: cosa cambia per chi gestisce la sicurezza in azienda

 

C’è un momento, ogni tanto, in cui il responsabile sicurezza di una media azienda si ferma davanti all’elenco delle macchine in produzione e si fa una domanda semplice: “Se oggi arrivasse un controllo, saremmo davvero a posto?

Non è una domanda che nasce dal nulla. Nasce da un parco macchine costruito negli anni, spesso per accumulo più che per progetto: una pressa comprata nel 2008, un tornio arrivato con un’acquisizione, una linea di confezionamento aggiornata due volte con pezzi di ricambio non sempre documentati a dovere. Ognuna con la propria storia, la propria marcatura, il proprio livello di conformità.

 Il punto di partenza, in breve

Dal **20 gennaio 2027** entra in piena applicazione il Regolamento (UE) 2023/1230 (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LSU/?uri=CELEX:32023R1230), che sostituisce la Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Non è un obbligo di riadeguare tutto il parco macchine dall’oggi al domani: le macchine già conformi restano legittimamente in uso. Cambia però il modo in cui viene trattata la **modifica sostanziale** — inclusi ora esplicitamente gli interventi digitali — e chi la effettua può essere considerato, a tutti gli effetti, il fabbricante della macchina modificata.

*(Ne abbiamo parlato più nel dettaglio nel nostro approfondimento dedicato alla modifica sostanziale — a cui rimandiamo per la parte normativa.)*

Quello su cui vale la pena concentrarsi qui è un altro aspetto: da dove parte, in pratica, chi deve gestire un parco macchine eterogeneo in vista di questa scadenza.

 Il vero problema non è la norma, è non sapere cosa si ha in fabbrica

Prima di qualsiasi valutazione di conformità, prima di qualsiasi revamping, prima di qualsiasi discussione con il consulente per la sicurezza delle macchine, c’è un passaggio che viene sistematicamente sottovalutato: sapere esattamente, macchina per macchina, cosa c’è in produzione.

Nella maggior parte delle medie aziende questa informazione esiste, ma è frammentata: un elenco in un file Excel tenuto dalla manutenzione, le dichiarazioni CE in un raccoglitore in ufficio tecnico, gli interventi di modifica registrati (quando lo sono) nei rapporti di intervento dei fornitori esterni. Nessuno di questi documenti, da solo, risponde alla domanda “questa macchina è a posto?”.

Cosa dovrebbe contenere un censimento utile

Un censimento del parco macchine pensato per questo scopo, e non solo per l’inventario patrimoniale, dovrebbe tracciare per ciascuna macchina:

Anno di immissione sul mercato e direttiva/regolamento di riferimento all’origine (pre-1996, Direttiva 2006/42/CE, futuro Regolamento 2023/1230)
Stato della documentazione tecnica: dichiarazione CE, manuale d’uso e manutenzione, fascicolo tecnico — presenti, mancanti, o da recuperare presso il fornitore originale
Interventi di modifica già effettuati, con relativa documentazione: aggiornamenti software su PLC, sostituzione di quadri elettrici, integrazione di nuovi sistemi di sicurezza
Interventi di modifica pianificati, così da valutarli prima e non dopo

Questo censimento non è un esercizio che si esaurisce in un pomeriggio, soprattutto se il parco macchine è cresciuto per acquisizioni o accumulo nel tempo. Ma è il lavoro che rende possibile, in un secondo momento, distinguere rapidamente le macchine che richiedono attenzione da quelle che non la richiedono — invece di dover riaprire il fascicolo di ogni singola macchina ogni volta che si pone una domanda di conformità.

 Cosa succede dopo il censimento

Una volta che il quadro è chiaro, per ciascuna macchina emergono di norma tre situazioni distinte:

1. Macchina conforme, documentazione completa, nessuna modifica prevista. Nessuna azione richiesta a breve.
2. Macchina conforme, ma con un intervento di revamping o adeguamento in programma. È il momento di verificare, insieme al consulente per la sicurezza delle macchine e all’RSPP, se l’intervento previsto configura una modifica sostanziale — perché da questo dipende se serve una nuova valutazione di conformità.
3. Macchina con documentazione lacunosa o mancante. Prima di qualsiasi intervento tecnico, va ricostruito lo stato di conformità di origine, se possibile con il fornitore originale.

In tutti e tre i casi, il lavoro tecnico sulla macchina — quadri elettrici, logiche di sicurezza, PLC, barriere e interblocchi — resta distinto dalla valutazione di conformità, che è compito del consulente specializzato in sicurezza macchine in collaborazione con l’RSPP.

Elteco affianca le aziende nella parte tecnica della messa in sicurezza e del revamping  dei macchinari — quadri elettrici, logiche di sicurezza, PLC, sistemi di controllo — lavorando a stretto contatto con il consulente per la sicurezza delle macchine e l’RSPP aziendale. [

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