Riprendiamo un tema che avevamo già affrontato parlando di sotto-utilizzo di SCADA e HMI: la gestione degli allarmi è uno dei punti dove la distanza tra teoria e pratica in impianto si vede di più.
Ecco le domande che i clienti ci pongono più spesso su questo tema.
Cos’è l’alarm fatigue in un impianto industriale?
È la condizione in cui gli operatori ricevono così tanti allarmi — spesso ridondanti, poco prioritizzati o non realmente critici — da smettere di reagirvi con l’attenzione dovuta. Non è un problema di disattenzione dell’operatore, è un problema di progettazione del sistema di allarmi.
Perché un impianto arriva ad avere troppi allarmi?
Tipicamente per accumulo nel tempo: ogni volta che si aggiunge un componente, una macchina o una linea, si aggiungono anche i relativi allarmi, spesso senza rivedere l’insieme complessivo. Il risultato è un sistema che cresce senza una logica di prioritizzazione unificata, dove segnalazioni informative e allarmi realmente critici arrivano nello stesso modo.
Quali sono i segnali che un sistema SCADA ha un problema di alarm fatigue?
I più comuni: operatori che ignorano o silenziano sistematicamente certi allarmi, code di allarmi attivi che non vengono mai azzerate, allarmi che si ripetono più volte al giorno senza che venga risolta la causa a monte, difficoltà a distinguere durante un evento reale quale allarme richiede intervento immediato.
Come si affronta l’alarm fatigue senza fermare la produzione?
Con una revisione della configurazione degli allarmi che può essere fatta per fasi: si parte da un’analisi degli allarmi più frequenti e delle relative cause, si eliminano o si riconfigurano quelli ridondanti, si stabiliscono livelli di priorità coerenti con la reale criticità operativa. Non è necessario un fermo impianto per farlo — è un lavoro di configurazione software e di logica, non di sostituzione hardware.
Un aggiornamento della configurazione allarmi richiede una nuova valutazione di conformità della macchina?
Dipende da cosa si tocca. Se l’intervento riguarda solo la soglia o la visualizzazione di un allarme non legato a funzioni di sicurezza, generalmente no. Se invece la modifica incide sulla logica di controllo o su funzioni di sicurezza, può rientrare nel principio di modifica sostanziale di cui abbiamo parlato a proposito del Regolamento Macchine 2023/1230 — un aspetto da valutare caso per caso con un consulente di conformità.
Qual è il ruolo di Elteco in un intervento di questo tipo?
Elteco lavora sul lato tecnico dell’implementazione: analisi della configurazione SCADA/HMI esistente, riprogettazione della logica e delle priorità degli allarmi, integrazione con i sistemi di controllo già presenti in impianto. La valutazione di eventuali implicazioni normative resta di competenza di consulenti esterni specializzati, con cui collaboriamo quando necessario.
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